Designer
Philippe Starck
Sovversivo, etico, visionario, politico, umoristico, poetico: ecco come concepisco il mio ruolo di creatore
Figlio di un ingegnere aeronautico e di una madre dal fascino borghese eccentrico, Philippe Starck è un genio creativo dall’eleganza sconcertante. La sua infanzia isolata e solitaria lo rende invisibile a se stesso e agli altri, un’immaterialità che lo spinge a creare: creare per esistere e tornare a essere visibile, proprio come L’Uomo invisibile con le sue bende. Sua madre lo incoraggia a iscriversi all’École Camondo di Parigi: «Secondo la sua esperienza, c’erano solo due professioni in cui avrei potuto avere successo: parrucchiere o designer».
A 18 anni, Philippe Starck è responsabile della linea di arredamento Pierre Cardin, incarico che abbandona rapidamente poiché la sua visione non coincide con quella del grande stilista. Inizia a creare i suoi primi oggetti gonfiabili, ma questi non riescono a convincere gli editori… fino al giorno in cui, per una fortunata coincidenza, incontra Arturo Del Punta Cristiani. Mentre si recava al negozio dove si apprestava a vendere i suoi primi modelli per sopravvivere, Starck si fermò davanti alle vetrine del primo negozio di design di Parigi. Incuriosito, Arturo Del Punta Cristiani avvicinò il designer e gli chiese di vedere i suoi disegni. Affascinato dal lavoro di Starck, l’italiano gli chiede: «Lo sa che è il più grande designer del mondo?» Due settimane dopo, Philippe Starck firmava un contratto con i più grandi editori italiani!
Oggi, con oltre 10.000 creazioni al suo attivo, la superstar francese Philippe Starck, un po’ workaholic, continua a seguire i suoi principi di vita dando il proprio contributo al mondo del design, una missione importante che gli permette di dare un apporto alla comunità: «Nessuno deve essere un genio, ma tutti devono partecipare»: mobili, profumi e presto anche una capsula per il turismo spaziale, questo poliedrico genio del design rende la vita quotidiana più piacevole grazie alla creazione di oggetti utili e accessibili. Dalla sua fede nella decrescita positiva a quella nella dematerializzazione del nostro mondo, Philippe Starck è alla ricerca eterna del «di più» nel «di meno». Una ricerca che si esprime in modo tangibile con l’iconica Louis Ghost, una sedia venduta in oltre 1,5 milioni di esemplari.
La collezione Ghost, prodotta dal marchio italiano Kartell, propone sedute e mobili trasparenti. Quasi evanescenti, aleggiano nei nostri interni con poesia senza mai imporsi: sta a noi decidere se vederli o meno. Senza tempo e ultra resistenti agli urti e ai graffi, queste creazioni in plastica sono realizzate tramite un processo unico: la plastica viene iniettata direttamente con una siringa in uno stampo unico. La silhouette barocca e il materiale completamente trasparente della poltrona Louis Ghost le consentono di inserirsi con disinvoltura sia negli interni d’epoca che in quelli contemporanei.
Con Starck, tutto è una questione d’amore: «per avere dei bei figli, i genitori devono essere innamorati»! La sua collaborazione con Kartell ne è la prova: dopo la linea Ghost realizzata nel 2005, il duo riparte, questa volta affiancato dal designer Eugeni Quitllet, per la collezione di sedute Masters. La sedia Masters vuole essere un omaggio ai «tre grandi»: la Série 7 di Arne Jacobsen, la Tulip Chair di Eero Saarinen e la Side Chair di Charles e Ray Eames. Il risultato? Una sedia in poliuretano versatile e funzionale, il cui schienale elegantemente traforato offre stile e comfort.
Crediti fotografici: MATTIA AQUILA



