È nel contesto post-dittatoriale, in un periodo di straordinaria vitalità, euforia e festeggiamenti, descritto anche come il “boom del design”, che è nata Nanimarquina, il marchio che ha fatto irruzione sul mercato con una nuova visione per quell’epoca: trasformare il tappeto classico in un prodotto di design contemporaneo.
Ispirata dalla creatività travolgente di suo padre, Nani Marquina, fondatrice del marchio che porta il suo nome, segue le sue orme e, all’alba degli anni ’70, si lancia in un design più vicino all’arte e all’artigianato. Una sfida vinta dalla giovane designer che voleva «creare tappeti visivamente mozzafiato». Oggi, la collezione di tappeti Nanimarquina comprende vere e proprie opere d’arte e vanta numerose collaborazioni con artisti, architetti e designer di fama internazionale.
L'attenzione per l'ambiente è stata una costante nel corso della storia del marchio. Fin dall'inizio, i tappeti sono stati progettati secondo criteri di sostenibilità, in modo da non alimentare la cultura dell'usa e getta e da favorire il riciclaggio, promuovendo così un consumo più consapevole. Nel corso degli anni, Nanimarquina ha innovato con tappeti interamente realizzati con materiali recuperati e riutilizzati. Ad oggi, il loro obiettivo principale rimane immutato: reinventare il mondo dei tappeti, combinando sempre tradizione e design e concependo la sostenibilità da un punto di vista pratico. Nanimarquina ha inoltre a cuore il proprio impegno sociale in India e in Pakistan. Dal 1994, il marchio si batte contro il lavoro minorile e per migliorare la qualità della vita e l’istruzione dei bambini grazie alla collaborazione con l’associazione Care & Fair.